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Farmaci generici

 
 
   

Tutti, credo, supponevamo che l’emendamento alla spending review per incentivare l’uso dei farmaci generici, approvato dalla commissione Bilancio nella notte del 27 luglio scorso, avrebbe alzato forti polemiche. Lo stesso, infatti, era avvenuto nel corso del dibattito sul decreto “Cresci Italia”, quando il Governo presentò una norma – poi approvata in Parlamento – che stabiliva che il farmacista è tenuto sempre a sostituire la specialità medicinale con l'equivalente a prezzo più basso, a meno che il medico non indichi espressamente sulla ricetta la non sostituibilità o salvo diversa richiesta del paziente. 

Ora, però, le polemiche sono destinate a farsi ancora più accese, perché ai medici non resta alcuna arma per decidere quale farmaco prescrivere, almeno quando si trovano di fronte a una prima diagnosi di patologia cronica o quando visitano il paziente per una nuova malattia.

Le nuove regole per i medici sono indicate nel Supplemento ordinario 173, al comma 11-bis dell'articolo 15 del decreto spending review secondo il quale,  grazie ed un emendamento approvato dalla Commissione Bilancio del Senato, “Il medico che curi un paziente, per la prima volta, per una patologia cronica, ovvero per un nuovo episodio di patologia non cronica, per il cui trattamento sono disponibili più medicinali equivalenti è tenuto ad indicare nella ricetta del Servizio sanitario nazionale la sola denominazione del principio attivo contenuto nel farmaco”.

Il medico ha, però, anche la facoltà di indicare uno medicinale specifico “a base dello stesso principio attivo; tale indicazione è vincolante per il farmacista ove in essa sia inserita, corredata obbligatoriamente di una sintetica motivazione, la clausola di non sostituibilità”. Cioè, il medico, in casi particolari, motivando la sua scelta per iscritto, potrà ancora prescrivere uno specifico medicinale di marca in ricetta rossa. Dovrà però aggiungere la dicitura “non sostituibile” e il farmacista dovrà attenersi alla disposizione.

I primi a sollevarsi contro il nuovo tentativo di spingere il mercato verso gli  equivalenti sono stati gli imprenditori del farmaco. “Così si uccide l’industria farmaceutica”, ha affermato Farmindustria. E la FIMMG, che per bocca del segretario nazionale Giacomo Milillo ha affermato “ostacola ancora di più l’attività prescrittiva del medico, determinandone un aggravio del lavoro”. In sostanza, rispetto all’emendamento iniziale, “non cambia nulla, anzi la situazione peggiora”. Fortemente critica anche la posizione dello SNAMI, tramite il Presidente Angelo Testa.

La nostra posizione non si dissocia dalle Associazioni richiamate. Questi provvedimenti sulle prescrizioni farmaceutiche destano perplessità anche da parte nostra, perché ancora una volta viene colpita la libertà professionale del medico. Ancora una volta la politica si dimostra veramente lontana dalle esigenze del cittadino malato e di coloro che sono responsabili della tutela della salute. Questi provvedimenti rappresentano per tutti i medici, ospedalieri, di famiglia, specialisti ambulatoriali un ulteriore aggravio burocratico, già molto pesante. Basti pensare a cosa succederà nei pronto soccorso, nei reparti, nei vari ambulatori per comprendere quali lungaggini ed incomprensioni saranno generate in nome di un rispramio ch sarà tutto da valutare. IL Sindacato Medici Ospedalieri in merito a questo problema assume la posizione di sempre: libertà assoluta. Il medico deve essere libero di `prescrivere ciò che ritiene più utile per il paziente che ha in cura, Perché è il principale responsabile della tutela della salute di quel paziente. La politica che, giustamente deve risparmiare, vada a verificare le principali e corpose voci di spesa, le costose consulenze ed incarichi, la moltiplicazione dei posti e dei ruoli. Verifichi, insomma, i costi della politica e di quanto ne deriva. Si accorgerà di sicuro, allora, che i buoi sono usciti dalle stalle da qualche decennio e che una precipitosa ed affannosa corsa oggi alla chiusura delle porte è, quantomeno, in ritardo.

Giuseppe Bonfiglio

Presidente

Milano, 1 settembre 2012
 
       
         
   

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