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Spending review. Tutte le misure per la sanità

 
 
   

La cosiddetta “spending review” per la sanità sarà veramente pesante: 4,7 miliardi di euro da oggi al 2014. E toccherà ospedali, case di cura, laboratori privati, farmaci, industria, beni e servizi. Tutte le categorie protestano in modo piuttosto deciso.

Il decreto legge “Disposizioni urgenti per la riduzione della spesa pubblica a servizi invariati” (spending review), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, è stato inoltrato al Senato da dove inizierà l'iter parlamentare.

La manovra per la sanità è decisamente pesante. In tutto 4,7 miliardi, di cui 900 quest'anno, 1.800 nel 2013, 2.000 nel 2014. Un salasso contro il quale cominciano a mobilitarsi tutte le categorie. Medici, farmacisti, industriali del farmaco, operatori della sanità privata e delle tecnologie sanitarie. Ma soprattutto le Regioni, che hanno dichiarato che con questo ulteriore taglio al SSN si mette a rischio la stessa universalità del sistema.

Vincino - 6 luglio 2012

 

Tantissime le affermazioni di preoccupazione per questo colpo d’accetta. Da "Governo di tecnici incompetente. Con questi tagli addio alla sanità per tutti" del Presidente della Toscana, Enrico Rossi, a “Il sistema sanitario non reggerà. No ai tagli lineari, sì al rilancio del SSN” della CGIL; da “Basta mazzate al SSN” di Bersani, Segretario del PD, a "Solo tagli lineari. Colpo di grazia al SSN" dell’ANAAO; da "Per la sanità è un de profundis" di UGL Medici,  a “Roma taglia, noi produciamo eccellenze” dell’Assessore lombardo Bresciani. E il Presidente di Confindustria Squinzi, dopo aver definito la riforma del lavoro "una boiata", ha detto, nel fine settimana, che la revisione della spesa pubblica avviata dal governo rischia di provocare una "macelleria sociale”. Anche le forze politiche che sostengono il governo, sono apparse scettiche su questi tagli.

 

Ma ecco un riepilogo di tutte le misure sulla sanità della spending review contenute nell’art.15:

Tagli al fondo sanitario (comma 22)
 

Il finanziamento del SSN è ridotto di 900 mln di euro per il 2012, di 1,8 miliardi per il 2013 e di 

2 miliardi per il 2014. Il riparto delle risorse con i nuovi importi dovrà essere effettuato in sede di autoccordinamento tra le Regioni e le PA, entro il 30 settembre 2012 per il fondo di quest’anno ed entro il 30 novembre 2012 per quello degli anni 2013 e seguenti. In assenza di accordo tra le Regioni il riparto sarà attuato dal Governo.

Ospedali (comma 13, lettera c)

Entro il 30 novembre 2012 la dotazione di posti letto dovrà essere ridotta al 3,7 per mille abitanti, comprensivi di 0,7 posti letto, sempre per mille abitanti, per la riabilitazione e la lungodegenza. La riduzione dovrà riguardare i presidi pubblici per almeno il 40% e sarà conseguita esclusivamente attraverso la soppressione di unità operative complesse.

In rapporto alla riduzione dei letti dovranno anche essere adeguate le dotazioni organiche di personale, mentre fino al conseguimento dei nuovi standard saranno sospesi conferimento o rinnovo di incarichi di primariato (ex art.15-septies del dlgs 502/92)

 

L’adeguamento delle dotazioni organiche dei presidi ospedalieri pubblici dovrà essere effettuato assumendo come riferimento un tasso di ospedalizzazione pari a 160 per mille abitanti di cui il 25 per cento riferito a ricoveri in Day Hospital.

 

La manovra interessa anche i piccoli ospedali. Non è più contemplata, come nella prima bozza, la chiusura di quelli con meno di 120 letti, ma  le Regioni dovranno effettuar una verifica della loro funzionalità.

 

Viene anche previsto un nuovo regolamento da varare entro il 28 febbraio 2013 che fissi nuovi standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi dell’assistenza ospedaliera.

Beni e servizi (commi 12, 13 e 14)

La spending review prevede diverse misure per contenere la spesa per l’acquisto di beni e servizi. A partire dal taglio del 5% degli oneri dei contratti di fornitura di beni e servizi sanitari già in essere, ad esclusione dei farmaci. La riduzione  entrerà in vigore subito e durerà per tutta la durata dei contratti, fatta eccezione per i dispositivi medici per i quali durerà solo fino al 31 dicembre 2012. Dal 2013 entrerà in vigore, infatti, un apposito tetto di spesa per calmierare il settore (vedi paragrafo “dispositivi medici”).

Per tenere sotto controllo la spesa per beni e servizi è previsto che le ASL possano ridiscutere con i fornitori i contratti già stipulati qualora dalla loro verifica risultino differenze significative di prezzo per le forniture superiori al 20% rispetto ai prezzi di riferimento elaborati ai sensi del decreto “Tremonti”. Se non c’è accordo, le ASL possono recedere dal contratto, senza alcun onere a loro carico.

Per le Regioni che non sono provviste di centrali di acquisto locali, scatta l’obbligo, per quanto riguarda gli acquisti,  di utilizzare gli strumenti di acquisto e negoziazione telematici della Consip.

Dispositivi medici (comma 13, lettera f)

Il tetto di spesa previsto dal decreto “Tremonti” viene determinato nel 4,9% nel 2013 e nel 4,8% a partire dal 2014.

Prestazioni del privato accreditato (commi 14 e 15)

È previsto il taglio lineare dello 0,5% nel 2012, dell’1% nel 2013 e del 2% nel 2014 per ridurre nella stessa misura i costi dei contratti e degli accordi per l’acquisto di prestazioni sanitarie da soggetti privati accreditati per l’assistenza specialistica ambulatoriale e ospedaliera.

Si prevede anche la rideterminazione delle tariffe massime per le prestazioni erogate dalle strutture accreditate, rimandando a un decreto della Salute da emanare di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Gli importi superiori a queste nuove tariffe saranno a carico delle Regioni.

Patto per la salute (comma 12)

I tagli previsti per beni e servizi, dispositivi medici e prestazioni del privato accreditato, a valere dal 2013, potranno essere rimodulati, fermo restando l’importo complessivo degli obiettivi finanziari annuali, previo accordo con le Regioni nell’ambito del nuovo Patto per la Salute 2013/2015 da stipularci entro il 31 luglio 2012.. Con il medesimo Patto si procede al monitoraggio dell’attuazione delle misure finalizzate all’accelerazione del pagamento dei crediti degli enti del servizio sanitario nazionale.

Piani di rientro (comma 20 e 21)

Viene data la possibilità alle Regioni di prolungare ulteriormente il Piano di rientro anche nel 2013 qualora la verifica delle misure adottate fino a quel momento non sia positiva. Vengono meglio definiti i criteri per la verifica degli obiettivi del Piano di rientro.

Farmaci (commi 1/11)

Per il 2012 è previsto un aumento dello sconto obbligatorio che le farmacie e le aziende farmaceutiche praticano nei confronti del SSN, che passa per le farmacie da 1,82% a 3,65% per il 2012, 2013 e 2014 e per le aziende farmaceutiche da 1,83% a 6,5% per il solo anno 2012, a partire dall'entrata in vigore del decreto. Per gli anni successivi la revisione della spesa viene operata tramite una ridefinizione delle regole che prevedono un tetto di spesa sia per la farmaceutica convenzionata territoriale che per la farmaceutica ospedaliera. Per la farmaceutica territoriale viene individuato un nuovo tetto di spesa pari all'11,5% rispetto al precedente 13,3%.

Per la farmaceutica ospedaliera il nuovo tetto è del 3,2% rispetto al precedente 2,4%. Dal tetto sono esclusi i farmaci di classe A in distribuzione diretta o per conto, la spesa per i vaccini e per i medicinali di cui alle lettere c e cbis dell’art.8, comma 10 della legge 537 del 1993, le preparazioni magistrali e officinali delle farmacie ospedaliere, i medicinali esteri e i plasma derivati di produzione regionale e da tutte le somme derivanti dai vari meccanismi ci compartecipazione delle aziende farmaceutiche (pay back e  altre forme).

Nel caso di sfondamento del tetto della farmaceutica territoriale viene confermato il meccanismo di ripiano totalmente a carico della filiera farmaceutica (aziende, grossisti, farmacisti); per lo sfondamento della spesa farmaceutica ospedaliera, che fino ad oggi è stato tutto a carico delle Regioni, viene introdotto un meccanismo di ripiano che pone a carico delle aziende farmaceutiche il 50% di tale sfondamento.

Ai fini del contenimento della farmaceutica ospedaliera vengono poi previsti dei budget annuali per le aziende produttrici in relazione alla presenza di farmaci generici e per i farmaci con copertura brevettuale. Viene inoltre istituito un fondo aggiuntivo per la spesa dei farmaci innovativi che sarà gestito dall’Aifa e finanziato con l’80% dei risparmi ottenuti per effetto delle scadenze brevettuali.

                                                                                                      Il testo del Decreto
                                 Tabella 3 - Riduzione trasferimenti Enti di ricerca (allegato 5233664)
Gianfranco Di Felice

Tesoriere SMO

Milano, 10 luglio 2012
L'articolo è stato preso, in gran parte, da QS
 
       
         
   

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