aaaaaa a aaaaaa a
       
       
   
 
 

Precariato ed ipocrisia

 
 
   

Negli ultimi tempi abbiamo assistito alla rincorsa del consenso ed all’illusione nei confronti dei “ giovani medici” (termine che abbiamo da sempre respinto), al solo scopo di tenere in sedazione continua intere generazioni di medici: ne sia prova la lettera di fine febbraio inviata da tutte le organizzazione sindacali al Ministero della Sanità ed in merito abbiamo già scritto.

Ma veniamo ai fatti concreti ed utilizziamo un modo di espressione semplice fatto di soggetto, verbo e complemento così come è nello stile del Sindacato Medici Ospedalieri.

Da troppi anni i medici neo (e non neo) laureati sono soggetti ad un vero e proprio sfruttamento.

Ci riferiamo agli specializzandi e, in particolare, ai medici del triennio di formazione in medicina generale, senza dimenticare tutti quei medici che non hanno avuto l’opportunità di entrare nelle scuole di specializzazione. Costoro lavorano per molte ore e con retribuzioni che qualcuno considera soddisfacenti: noi le riteniamo fortemente penalizzanti e in tanti casi umilianti.

Basta guardare e leggere alcuni contratti che tanti medici “firmano”, basta guardare e leggere le retribuzioni “orarie”, in tanti casi inferiori alla retribuzione di una badante, senza offesa alcuna per il prezioso lavoro di costoro.

Basta guardare a quante e quali incompatibilità sono sottoposti.

L’esempio più eclatante è costituito dai medici del triennio di formazione in medicina generale: retribuzioni intorno agli 800 euro mensili, impossibilità ad effettuare sostituzioni per la medicina generale (nonostante entrambe le attività siano previste dal vigente accordo regionale), impossibilità ad effettuare il servizio di guardia medica, con la beffa di non avere alcun riconoscimento istituzionale.

Per molti versi simile, ma con trattamento economico ed incompatibilità un po’ diverse, vengono interessati gli specializzandi.

I professionisti in oggetto sono medici, laureati ed abilitati all’esercizio della professione, costretti ad un percorso tortuoso che non permetterà loro di raggiungere l’indipendenza economica e professionale, se non in età avanzata.

Non facciamo retorica, né tanto meno ricerca di consensi. Non è nostro attuale obiettivo: è soltanto preoccupazione. Vera preoccupazione! Non si possono mortificare intere generazioni di professionisti che hanno intrapreso un percorso, motivati prevalentemente da un ideale e dal desiderio professionale.

Il Sindacato Medici Ospedalieri da sempre sostiene che il medico deve essere libero nell’esercizio e nella determinazione del proprio futuro professionale.

I medici (da abolire il termine giovane medico), conseguita l’abilitazione, devono poter entrare nel modo del lavoro senza alcuna limitazione o incompatibilità, se non quelle relative ai tempi della frequenza delle Scuole di specializzazione o di Formazione Regionale.

Il medico deve potere fare il medico liberamente e da subito.

Ripetiamo, non sono slogan né, tanto meno, retorica: è il pensiero guida dello SMO.

Questi medici sono il nostro patrimonio e costituiscono il futuro del nostro sistema sanitario. Prima entrano nel sistema-mondo lavoro a pieno regime e migliori saranno i risultati nel futuro, per tutti.

Sarà un preciso e specifico impegno per il Sindacato Medici Ospedalieri battersi per questo obiettivo.

Giuseppe Bonfiglio

Presidente

Milano, 28 maggio 2012
 
       
         
   

                                                                           Home  

 
         
         
a a aaaaa aaaaa a