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L’ONAOSI di Balduzzi

(a proposito di spending review)

 
 
   

Il ministro Balduzzi si gonfia della parola “spending review“ per indicare che farà risparmiare soldi al SSN e migliorerà la salute degli italiani. In realtà, ben sappiamo che con il progetto H24 g7/7 dovrà convincere le Regioni ad indebitarsi ancora più per creare poliambulatori con nuovo personale, nuovo incremento dell’orario di lavoro di medici e infermieri, nuove apparecchiature e sistemi diagnostici in mano a medici preparati per fare i medici di famiglia e non gli specialisti. Sono i guai che possono combinare i ministri tecnici , che per parte politica sono di sinistra e vecchi amici della Bindi , ma non hanno certo lo spirito e la cultura di risparmio delle spese.

Ci corre l’obbligo di fare un esempio significativo, perché è da qualche anno che ne parliamo, certo inutilmente, perché chi ci dovrebbe almeno ascoltare non si degna neppure di rivolgerci un cenno. Solo a suo tempo il vecchio presidente ONAOSI, Aristide Paci, ci spedì una lettera ingiuriosa e sprezzante, come se chiedere di attuare trasparenza, condivisione e risparmi fosse una colpa grave e ingiuriosa per nobili personaggi da modeste provvigioni e rimborsi. È stato possibile con un tratto di penna unificare INPS ed INPDAP, due grandi enti previdenziali pubblici, ma è impossibile convincere 2 Enti privati, come ENPAM e ONAOSI, ad avviare un processo virtuoso che possa unificare i 2 Consigli di Amministrazione per il semplice motivo che operano nello stesso campo, l’assistenza .

Finalmente sul numero 5 del 2012 di Previdenza, a pag 16, si comincia a parlare di collaborazione in vista tra Enpam e Onaosi. Incredibile! Si pensa in futuro di realizzare uno scambio di dati anagrafici tra i 2 enti. Orfani e bisognosi possono chiedere assistenza ad ambedue gli Enti. Come non averci mai pensato! Nello stesso numero appare anche un vago cenno a qualcuno che chiede addirittura una fusione tra i due Enti. Chi sarà mai? Noi lo chiediamo insistentemente da oltre 6 anni. Alcune idee per maturare richiedono tempo, soprattutto se toccano il portafoglio di amministratori e consiglieri. Incredibilmente, in tutte le assemblee dei medici si parla e si lamenta il continuo peggioramento della condizione della classe medica, ma la voglia di risparmiare su consigli di amministrazione, presidenti, consulenti, ecc., non viene proprio in mente ad alcuno. E tanto meno a Balduzzi! Il grido di dolore di una opinione pubblica che vuole vedere ridotti di numero i parlamentari, i consiglieri regionali e provinciali, comunali e circoscrizionali, e tagliati i finanziamenti ai partiti, non viene raccolto da nessuno. In sanità abbiamo per ogni ospedale 1 Presidente di IRCCS ( vedi Policlinico ), 1 Direttore Generale , 1 Direttore Amministrativo , 1 Direttore Sanitario, 1 Direttore Scientifico, Direttori di Presidio, Direttori di Dipartimento, con relativo stuolo di segretarie e personale vario a fare da corona. Qualche piccolo risparmio su tutti questi direttori si potrebbe anche fare, se solo osservassimo l’organizzazione nel privato e negli Ospedali di tutto il mondo.

L’attuale ministro della Sanità si preoccupa, invece, di salvare e incrementare il patrimonio Onaosi, introducendo in una legge, che dovrebbe portare a risparmi, la nuova tassazione, ancorché ridotta, per il periodo 2003 – 2007, quando una giurisprudenza consolidata l’aveva oramai praticamente abolita.

Giustamente il Presidente dell’Ordine dei Medici di Milano, Roberto Carlo Rossi, nella nota pubblicata da Doctor News il 17/9/12, indica come incostituzionale il provvedimento e richiede nuovamente la soppressione dell’Ente. Certamente anche l’obbligatorietà della contribuzione per i dipendenti del SSN va abolita proprio perché “la solidarietà ha senso solo se volontaria” (R.C. Rossi, idem ).

Purtroppo dobbiamo lamentare che è proprio la cultura della solidarietà che manca in questo Governo tecnico e il supporto o i consigli suggeriti da responsabili di Federazione degli Ordini dei Medici, Enpam e Onaosi non sono di certo di aiuto al Governo perché o tacciono, e quindi acconsentono, o addirittura plaudono.

Guido Caprio
Milano, 17 settembre 2012
 
       
         
   

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