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Medici, precariato e fuga all’estero in attesa di una riorganizzazione

 
 
   

Aumento del precariato e maggiore tendenza a cercare lavoro all’estero da parte dei medici italiani. Sono due tra i fenomeni emergenti per la professione evidenziati da Maurizio Benato, vicepresidente Fnomceo, nel corso di un convegno sulle politiche di austerity in sanità e sul loro impatto sulle carenze del personale sanitario, svoltosi a Roma e organizzato dall’organizzazione no profit Amref Italia in collaborazione con i medici della Fnomceo e gli infermieri dell’Ipasvi. La situazione del personale sanitario in Italia e nel mondo presenta dinamiche molto differenti. A livello globale, c’è una grave carenza: secondo l'OMS mancano 7,2 di professionisti qualificati, mentre un miliardo di persone non vedrà mai un operatore sanitario in tutta la sua vita. E in Italia? Benato, vice presidente Fnomceo, cita uno studio dell’Università Tor Vergata di Roma, da cui si evidenzierebbe un eccesso di personale: “La normativa legata alla spending review porta i posti letto a 3,7 per mille abitanti; su questa base, anche il personale dovrebbe essere tagliato. Considerando gli standard delle regioni più virtuose riguardo al rapporto tra posti letto e infermieri e tra medici e infermieri, noi dovremmo tagliare quasi 18.000 medici e più di 20.000 infermieri. In realtà il ragionamento non tiene, perché occorre riorganizzare il servizio di integrazione tra ospedale e territorio, verso cui andrebbe indirizzato parte del personale, soprattutto infermieristico”. È dunque difficile fare previsioni, prima che la riorganizzazione dell’assistenza abbia luogo, ma la situazione sembra comunque favorire due fenomeni, l’aumento del precariato e una maggiore tendenza a cercare lavoro all’estero da parte dei medici italiani. “Il precariato c’è già” evidenzia Benato. “Ci sono circa 8000 medici con contratti atipici; quanto alla mobilità verso l’estero, non ci sono dati precisi ma è forte la sensazione che sempre più giovani si rivolgano all’estero, specie in Gran Bretagna e Germania”. Le maggiori carenze sono però nei Paesi meno sviluppati, specie in Africa. “Questo alimenta un forte movimento di solidarietà internazionale” spiega Benato. “La Fnomceo si è posta l’obiettivo di coordinare il fenomeno e si fa promotrice di un riconoscimento dei distacchi dalle aziende e dei periodi di lavoro all’estero ai fini previdenziali”.

Renato Torlaschi

Da Doctornews 16 dicembre 2013
 
 
 
       
         
   

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