Lettera di accompagnamento al foglio di dimissione

 
 

Gentile Signora, Egregio Signore,

i medici hanno avuto l’ordine di darle notizia di quanto costa al Servizio Sanitario la sua malattia. Ci dispiace moltissimo dover firmare un foglio in cui accanto alla diagnosi, che speriamo non sia infausta, ma benigna, compaia anche una cifra che non indica un furto ma neanche un premio.

Se i soldi non ci sono tutti dobbiamo fare sacrifici: è finita la politica a lungo sbandierata del tutto gratis a tutti. I tickets saranno sempre più pesanti e per tanti cittadini poveri o della piccola e media borghesia diventeranno soffocanti. Vogliono costringerci ad assicurazioni private?

Pensano che un malato di infarto o di cancro o di aneurisma o comunque grave possa trarre qualche vantaggio dall’informazione della spesa che lui costringe a fare? Possono essere soldi che lui toglie alla comunità o ai figli o ai nipoti? Non sarebbe meglio per lui morire? I malati e tanto più i malati anziani hanno un’anima ed un cuore non possono essere trattati solo come carne e non è pensabile che la conoscenza del costo della malattia possa favorirne la guarigione, anzi può creare una sensazione di disagio, preoccupazione, ansia che sicuramente non li favorisce né nella degenza, né alla dimissione.

Ma questi costi cosa comprendono? La marea di burocrati in continuo, costante incremento, le continue invenzioni di carta e di programmi informatici molto spesso inutili e inefficienti, per non parlare degli sprechi, e dello sperpero dei finanziamenti. Mancano veri controlli e troppo spesso dobbiamo lamentare equivoche connivenze. Sulla gestione della sanità si arricchiscono impresari, ditte farmaceutiche e di apparecchiature sanitarie, purtroppo nella grande maggioranza dei casi non italiane. Sempre nuovi grandi palazzi costruisce la Regione per riempirli di impiegate, funzionarie, consulenti, passacarte, ecc.

Quando compare una cifra su un foglio di dimissione bisogna prima di tutto pensare al grande indotto inutile o superfluo e talvolta purtroppo anche disonesto che vi è sottinteso. Quella cifra vuole anche essere un avvertimento per i medici che saranno premiati se faranno spendere meno e puniti se faranno spendere di più.

Vogliamo infine confessare ai cittadini che questa incredibile disposizione imposta da Formigoni e Bresciani umilia anche noi medici perché sappiamo che non ci aiuterà a migliorare la salute dei nostri malati, ma anzi, semmai, non può che peggiorarne le condizioni e predisporre ricadute o complicazioni per il dispetto e l’ansia che la notizia di una grossa spesa può provocare. Faremo di tutto per revocarla, ma non sappiamo se e quando riusciremo a farlo.

Vogliamo però assicurare ai malati che veglieremo attentamente perché non ci siano risparmi sulla salute, mentre, purtroppo, non possiamo garantire loro che non ci saranno più speculazioni sulla malattia, perché sulle sofferenze delle persone costi e bilanci vengono fatti altrove: negli uffici, nelle assemblee, negli assessorati, nelle presidenze, non certo al letto dell’ammalato.

Giuseppe Bonfiglio
Presidente
Milano, 27 gennaio 2012
 
 
                                                                                    Home  

© Copyright Sindacato Medici Ospedalieri - Diritti riservati