Lettera dell'Intersindacale

 
 

Sen. Mario MONTI

Presidente del Consiglio dei Ministri

Dott. Vasco ERRANI

Presidente della Conferenza delle Regioni

 

Prof. Renato BALDUZZI

Ministro della Salute
 

Roma 21 febbraio 2012

 

Gli allarmanti fatti di cronaca di questi giorni documentati in vari Dipartimenti di Emergenza e Accettazione di Roma, hanno messo in luce la grave situazione in cui versa il SSN. Le difficoltà operative e le lacune organizzative del sistema emergenza non sono che la punta di un iceberg di una crisi che investe tutta la sanità pubblica italiana e che compromette alle radici il diritto alla salute dei cittadini sancito dalla Costituzione.

 

I ripetuti tagli alla sanità operati negli ultimi anni, i tagli dei finanziamenti alle Regioni, che hanno colpito i servizi sociali ed assistenziali, trasferendo competenze improprie al servizio sanitario pubblico, i piani di rientro delle Regioni in disavanzo, la drastica riduzione del numero dei posti letto ospedalieri, che ha portato la dotazione disponibile al di sotto dei maggiori e più sviluppati paesi europei, hanno gravemente limitato le funzioni del SSN e ridotto il raggio di copertura dei bisogni di salute dei cittadini.

 

Il blocco del turn-over unitamente all'esodo pensionistico del personale sanitario verificatosi negli ultimi anni, hanno procurato profonde carenze delle dotazioni organiche dei medici e dei sanitari aggravando in modo sempre più insostenibile le loro condizioni di lavoro. Il continuo ricorso a contratti atipici per sostenere una domanda di salute non comprimibile, non ha fatto che allargare il numero di medici costretti a lavorare in perduranti condizione di instabilità, privati di diritti e futuro.

 

Il ritardo di programmazione ed organizzazione dei servizi territoriali unitamente alla chiusura di ospedali, in assenza di una valida riorganizzazione della rete ospedaliera, ha creato pericolosi vuoti di assistenza, nel quale sono destinati a precipitare sempre più consistenti strati della popolazione, a cominciare dai più deboli come gli anziani ed i malati cronici.

 

Tutto questo fa si che la sanità italiana sia sempre più lontana dagli standard europei e che sia sempre più marcata la sperequazione nella tutela della salute  tra cittadini di diverse Regioni. Oggi solo sei Regioni sono in grado di assicurare i livelli essenziali di assistenza. 

 

Le organizzazioni sindacali della dirigenza medica e sanitaria sono convinte che non sia possibile uscire dalla crisi se non con una visione globale dei problemi della sanità italiana, prevedendo una radicale politica di cambiamento che interessi tutti i settori del SSN che coinvolga in prima persona i medici ed i dirigenti sanitari che della tutela della salute dei cittadini sono i primi garanti.

 

I Medici ed i dirigenti sanitari del SSN che hanno dimostrato in più occasioni con il loro senso di responsabilità e con le loro doti professionali di essere spesso l'ultimo baluardo di difesa di una sanità pubblica universale ed equa, chiedono alle SSLL un intervento urgente che affronti con rinnovato slancio e fiducia la crisi del Servizio Sanitario Nazionale e che sappia trovare le soluzioni più efficaci per assicurare a tutti i cittadini il diritto di essere curati secondo i propri bisogni indipendentemente dalle loro condizioni economiche e dal loro luogo di residenza.

 

Distinti saluti.

 

Costantino Troise  ANAAO ASSOMED

Riccardo Cassi  CIMO ASMD
Vincenzo Carpino  AAROI-EMAC
Massimo Cozza  FP CGIL MEDICI
Aldo Grasselli  FVM
Alessandra Di Tullio  FASSID
Biagio Papotto  CISL MEDICI
Carmine Gigli  FESMED

Raffaele Perrone Donnorso  ANPO-ASCOTI-FIALS MEDICI

Armando Masucci  UIL FPL FEDERAZIONE MEDICI
Alberto Spanò  SDS SNABI

Mario Sellini  AUPI

Lorena Splendori  FP CGIL SPTA

Antonio Castorina  SINAFO
Antonio Travia  FEDIR SANITÁ
Franco Socci  SIDIRSS
Ruggero Di Biagi UGL MEDICI
Daniele Indiani FEDERSPECIALIZZANDI
 
 
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