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Risposta alla lettera intersindacale

 
 
   

In riferimento alla lettera che ben 17 sigle sindacali mediche hanno inviato al Presidente del Consiglio ed al Ministro della salute il 21 febbraio u.s., il Sindacato Medici Ospedalieri ha l'obbligo di fare alcune considerazioni e dare alcune risposte. Un obbligo che giudichiamo tassativo.

Innanzitutto colpisce che ben 17 sigle firmino una stessa lettera. In teoria, 17 sigle sindacali sono una potenza assoluta; potrebbero piegare qualsiasi controparte e ottenere qualunque cosa. O forse sono solo delle ombre che si allungano sulla strada del tramonto? Comunque sia, una domanda sorge spontanea e provoca grande stupore: possibile che solo adesso si accorgano che i pronto soccorso versano in gravi difficoltà e che il medico ormai lavori in situazione di assoluto e grave disagio?

Ma veniamo alle considerazioni.

Come sono vissuti negli ultimi trenta anni e cosa hanno fatto i firmatari della lettera? Chi ha firmato i contratti collettivi nazionali da 30 anni a questa parte? Quali sono stati i risultati economici, normativi, pensionistici, di carriera per i medici?

Scoprono solo oggi, questi Signori, che gli ospedali pubblici negli ultimi 15 anni hanno perso non meno del 50% dei posti letto?

Scoprono solo oggi che, oltre ad impedire l'accesso al mondo del lavoro ai giovani laureati che costituiscono patrimonio per il nostro futuro sanitario, il blocco del turnover ha creato e sta creando gravi problemi assistenziali?

Sono riusciti a rendersi conto che la spesa sanitaria è aumentata dal 1992 del 120% ed il potere economico delle retribuzioni dei medici è calato del 50-60%?

Si sono resi conto che in molte realtà, con lauti contratti di “consulenza”, vengono fatti rientrare dalla finestra i pensionati del giorno prima?

Cosa dire del taglio delle strutture complesse e semplici ospedaliere ed il fiorire di analoghe strutture sul versante amministrativo? In alcune realtà è stata creata addirittura la struttura complessa della libera professione!

Cosa dire dell'intra moenia (standard e/o allargata) con il relativo pagamento del tributo che qualcuno ha definito - ma noi ovviamente non condividiamo - “pizzo”?

Cosa dire dell'ultimo decreto legge che, di fatto, chiude il capitolo “intramoenia allargata” dal 30.6.2012? Non è evidente che ci troviamo di fronte all'ultimo attacco alla classe medica, considerato che ”un accordo del contratto di lavoro viene modificato da un decreto legge“?

E cosa dire ancora degli attacchi continui alla professione medica (vedi le note pubblicità relative ai risarcimenti) che costringono sempre più i medici a lavorare in stato di rischio permanente?

E qui ci fermiamo, anche se si potrebbe continuare con molte altre considerazioni.

Noi del Sindacato Medici Ospedalieri non facciamo appelli in un linguaggio che possa anche lontanamente richiamare alla mente il politichese o, peggio ancora, il sindacalese. Appelli che suonano come beffa ed amareggiano i medici. Appelli che suonano, in realtà, come un de profundis, perché manifestano l'assoluta incapacità organizzativa e la mancanza di idee e progetti.

Mentre a Roma si discute, Sagunto brucia...

Il Sindacato Medici Ospedalieri ritiene che coloro che hanno da sempre firmato i contratti della sanità - quindi tutte le 17 sigle sindacali firmatarie della lettera - siano tra i principali responsabili del grave stato in cui versano i medici, gli ospedali e la sanità in generale. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Non ci sono alibi o attenuanti.

Pertanto, come avviene in qualsiasi azienda o realtà democratica seria o paese di stile anglosassone, realtà nelle quali quando vengono falliti gli obiettivi, i responsabili  assumono con assoluta serenità l’unico atteggiamento razionale e si fanno da parte, così anche loro dovrebbero assumere lo stesso atteggiamento e dimettersi. Sarebbe un grande gesto, una grande azione. La loro più grande e bella azione degli ultimi 30 anni. L’intera categoria dei Medici lo sta aspettando.

Del resto, i Medici ne hanno proprio un grande diritto, se non altro per l'infinita pazienza che hanno dimostrato per trenta lunghissimi anni.

Giuseppe Bonfiglio
Presidente
Milano, 1 marzo 2012
                                                                            Leggi la lettera dell'Intersindacale
 
       
         
   

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