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Sull'intra-moenia allargata

 
 
   

La legge 24 febbraio 2012, n. 14, “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative. Differimento di termini relativi all’esercizio di deleghe legislative. (12G0031) (GU n. 48 del 27-2-2012 – Suppl. Ordinario n. 36)”, all’'art. 10, comma 2, fissa al 30 giugno 2012 il termine per lo svolgimento dell'attività libero-professionale intramuraria allargata. In altri termini, cari Colleghi, ed in linguaggio non politichese, significa la fine dell'attività intra-moenia allargata.

Non ci soffermeremo sui significati e sulle interpretazioni delle proroghe dell'ultimo decennio, proroghe di un provvedimento che non trova pari in nessun paese al mondo, e forse nell'intera nostra galassia. Non possiamo esimerci dal constatare ancora una volta, però, che con una non abile manovra e con un decreto legge viene modificato un sacrosanto accordo sindacale, senza che le controparti vengano invitate ad un tavolo di trattativa.

“E già, siamo ancora qua, ci vuole abilità...”, recita una canzone di un cantante Italiano assai popolare. Dove sono tutte quelle sigle sindacali, ben 17, che soltanto pochi giorni fa hanno inviato al Ministero ed altri indirizzi “una vibrante lettera di protesta”?

Lo SMO, il Sindacato Medici Ospedalieri, in merito al concetto dell'intramoenia ha delle posizioni molto chiare ed inequivocabili, che più volte abbiamo ricordato:

·          cancellazione totale dell'attuale sistema strutturale dell'attività libero-professionale. Questo vuol dire che il Medico, completato l'orario di servizio, deve essere assolutamente libero di svolgere la propria attività professionale dove vuole, come vuole e per tutto il tempo che vuole. Questo, naturalmente, dentro l'ospedale, fuori dall'ospedale, dentro e fuori dall'ospedale. In assoluta libertà e nel rispetto dei fondamentali principi della democrazia. In funzione del fatto che non è l’amministrazione di appartenenza o il Medico a determinare la sua attività libero professionale, ma il paziente nel momento in cui sceglie liberamente da chi farsi curare. Basta, una volta per tutte, con le ipocrisie e con il solito refrain “il Medico non deve fare concorrenza sleale al proprio ospedale”. Tutti sanno che gli ospedali sono alimentati prevalentemente dall'attività professionale dei Medici con i ricoveri dei loro pazienti. Tutti sanno che la maggior parte dei pazienti “sceglie il ricovero in un determinato ospedale perché ci lavora quel Medico”.

·          le attuali indennità “ di esclusività di rapporto”, umiliante per chi ha un'anzianità inferiore a 5 anni, deve essere estesa a tutti i Medici e costituire un'implementazione della retribuzione base. Nessuno ripeta il solito vecchio ritornello “non ci sono soldi a sufficienza”. Lo SMO, Sindacato Medici Ospedalieri, ritiene che in Sanità di soldi ve ne siano anche troppi. Infatti, il bilancio attuale previsto è di circa 100-110 miliardi di euro (pari a 210-215 mila miliardi delle vecchie lire). Una delle voci più basse di spesa è costituita dal personale Medico, da non confondere con il personale dirigente del profilo non sanitario dove vengono intruppati, oltre ai Medici, geometri, architetti, ingegneri, avvocati, burocrati, amministrativi, etc.

·          al centro del mondo sanitario devono tornare i due protagonisti principali: il Paziente ed il Medico. Ovviamente, il Medico libero. Tutti gli altri, cortesemente, tre passi indietro!

Per ottenere questi obiettivi è assolutamente necessario che i Medici, tutti i Medici, sostengano l'azione del Sindacato Medici Ospedalieri. Il contratto collettivo nazionale di lavoro, fermo ormai da oltre 8 anni, va rivisto e cambiato radicalmente. Questa revisione - questo radicale cambiamento - non potrà essere portata avanti da coloro che, per trenta lunghi anni, lo anno bistrattato e sottoscritto, il contratto. Costoro devono farsi da parte.

Giuseppe Bonfiglio
Presidente
Milano, 11 marzo 2012
 
       
         
   

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