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Fine della grande illusione

1978: Sanità, tutto gratis a tutti!
 
 

Eravamo sindacalisti d’assalto e discutevamo accanitamente in tutte le sedi possibili con i grandi propugnatori della Riforma Sanitaria, primo fra tutti l’aggressivo assessore alla Sanità della Lombardia Vittorio Rivolta, scomparso indecorosamente dalla scena politica e dalla Sanità lombarda per gravi episodi di corruzione.

La critica più pesante che abbiamo fatto era l’errore di voler garantire spavaldamente il “tutto gratis a tutti“. Non c’era previsione di spesa e soprattutto non c’era visione del progresso della Medicina.

Sul Bollettino dell’Ordine dei Medici degli anni 1978-1979 si trovano osservazioni e previsioni che in questi giorni il Presidente Monti ripete come se le avesse lette e studiate. Già allora i medici milanesi avevano eletto un Consiglio di medici SNAMI. Anzalone e Bergonzini, che guidavano la pattuglia, ripetevano ossessivamente: non è possibile dare tutto gratis a tutti, “la spesa sanitaria è in aumento in tutto il mondo ed i compiti che lo Stato si assumerà con la legge di riforma, o saranno disattesi o porteranno al tracollo del bilancio statale”.

Ancora leggiamo: si è approvato un enorme apparato burocratico amministrativo politico partitico, aperto al clientelismo, agli sprechi e agli abusi più impensati, con dispersione delle risorse economiche in mille rivoli.

Franco Mattei, economista, presidente IBI, ribadiva sempre sul Bollettino: “per sostenere un tale riforma si dovranno destinare mostruose percentuali crescenti del prodotto nazionale “.

Quello che afferma oggi Monti “il servizio sanitario non ha risorse finanziarie sufficienti“, la stessa crisi che morde le famiglie italiane fino a spingerle in condizioni di povertà, affonda le sue radici in una improvvida e demagogica Riforma Sanitaria.

È ben magra la consolazione di chi può dire: lo avevamo previsto e non ci avete ascoltato.

Perseverare è diabolico. Gridiamo con rabbia ai politici nazionali e regionali, ai burocrati che pensano continuamente come incrementare il loro potere, ai sindacati di palazzo che inventano sempre nuove aggregazioni burocratiche: ora basta! Si riduca il personale amministrativo, dirigenti, quadri, impiegati. Si aprano le porte della Cassa Integrazione o qualcosa di analogo come per gli operai delle imprese in passivo. Si applichi la spending review, non per ridurre assistenza ai bisognosi, inabili, indigenti, immigrati, ma per ridurre il peso di impiegati, segretarie, direttori. È imperativo un impegno assoluto delle Regioni perché in ogni caso non si pensi mai ad un solo impiegato in più: ciò vuol dire affondare i progetti di aggregazioni professionali e ruolo unico medico richiesti dai sindacati di palazzo (FIMMG, CGIL, ecc.).

Il Capo dello Stato si accorge ora che il disegno della sanità pubblica è andato oltre il dettato dell’articolo 32 della Costituzione, dove si dice che bisogna dare cure gratuite agli indigenti, ma non accenna minimamente ad un pentimento per non essersi opposto a questo tipo incosciente di legge di Riforma, quando nel 1978 è stata approvata all’unanimità, anzi quasi vantata dalla sua parte politica, la sinistra. Se allora lui e gli altri deputati ci avessero dato ascolto! Certamente, non ci troveremmo, ora, in questa crisi soffocante.

Ascoltateci almeno adesso! Riducete drasticamente la burocrazia! Non più un solo posto da impiegato in sanità! Al medico fate fare il medico e non l’impiegato o il provider o il trainer o l’accessorio del computer! Certo, ognuno deve contribuire secondo il reddito, ma i ticket devono essere previsti su tutta la sanità, ricoveri compresi, e l’esenzione deve essere prevista per i veri indigenti, i disabili, i senza dimora.

Siamo stati più previdenti dei Presidenti Monti e Napolitano!

Non siamo stati ascoltati nel 1978. Ci ascolteranno nel 2013? Difficile !

Guido Caprio

Snami Esperienza
Sindacato Medici Ospedalieri
Milano 12 dicembre 2012
 
       
         
   

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