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A sproposito di Enpam

 
 
   

In questi giorni è sotto gli occhi di tutti il colossale crollo degli investimenti che il nostro ente previdenziale ha effettuato. Niente di nuovo sotto il sole. È da sempre che segnaliamo che qualcosa, o molto, non funziona in quel di Roma, e non da oggi. Stupisce molto la posizione che molti sindacati medici hanno preso invitando ed evocando una riduzione o cancellazione dei versamenti. Ipocriti.

Non più tardi di due mesi fa ben 17 sigle sindacali avevano firmato una "vibrante lettera" di protesta al ministero della salute. Da trenta anni firmano contratti che, in buona sostanza, hanno segnato grandi atti di penalizzazione della professione medica.

Qual è, invece, la nostra posizione in merito all'Enpam? Naturalmente, quella di sempre: libertà per il medico. Assoluta libertà.

Libertà di scegliere dove mettere i propri denari per la pensione.
Libertà di rapporto con l' ente o assicurazione con cui creare la propria pensione.
Assoluta e totale libertà di scelta.

Crediamo sia arrivata l’ora di finirla con le ideologie costose e generatrici di fallimenti economici. Perché riteniamo che l'Enpam (quello vero, anche se, per ora, purtroppo solo teorico) - non questa accozzaglia di incapaci, non quello attuale, autentico colabrodo -, possa essere un fondo efficace sopratutto per le nuove generazioni. Già, le nuove generazioni, che praticamente non vedranno più la pensione grazie ai soloni, grandi soloni dell'economia nazionale, che hanno devastato la nostra professione ed il nostro futuro

L'Enpam che resta deve essere rivisto, ristudiato, rimesso in funzione nei limiti del possibile ed indirizzato su un nuovo percorso. Bisogna tenere lontano politici, affaristi, professoroni dell'economia ed altre simili figure, dei quali non solo la strada ma neanche l’ombra deve mai più incrociare il cammino del medico.

Una volta per tutte: fuori tutti!

E per tutti intendiamo proprio tutti. In particolare, tutti coloro che sono stati - e da sempre! - all'interno del sistema Enpam, perché vedevano, sapevano e non hanno parlato. Altro che invocare riduzioni di quote, cancellazioni o astrattismi degni di persone assolutamente incompetenti, come hanno fatto tanti, troppi sindacati medici negli ultimi giorni. Sindacati Medici ai quali vogliamo rivolgete la solita, noiosa domanda: dove eravate negli ultimi 30 anni?

Per quanto riguarda tutte le sigle sindacali che sulla scena sono state mute, addormentate, anche se vigili negli affari, il nostro invito è sempre lo stesso. Rendete un grande servizio alla categoria medica, il più utile della vostra storia: dimettetevi tutti, fatevi da parte. Il tempo è scaduto ed il passivo è veramente pesante.

Giuseppe Bonfiglio
Presidente
Sindacato Medici Ospedalieri
 

 
       
         
   

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